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Chiesa di San Martino Vescovo

Ricostruire la storia della chiesa di San Martino Vescovo nel panorama delle vicende religiose del nostro paese, è cosa quando mai ardua, mancando una seria ricerca storico - archivistica ed attendibili dati archeologici. Molto probabilmente già prima dell'anno 1000 esisteva una chiesa consacrata a San Martino; questa divenne arcipretale e conserva il titolo tutt'oggi. La prima notizia riguardante la chiesa consacrata è riportata da una pergamena di Montevergine del maggio 1286. Nel 1587 si fa risalire un altro documento riguardante la chiesa. Si tratta di un inventario, che per ordine dill'arciprete Giovanni Ferrara, fu fatto dal notaio Gerolamo Setaro. L'inventario descrive l'estensione della giurisdizione della chiesa arcipretale, che comrende numerose cappelle rurali e la chiesa di San Giovanni a Guarcino.Dai primi diari beneventani del Cardinale Vincenzo Maria Orsini (futuro Papa Benedetto XIII) abbiano notizia di una sua visita a San Martino Valle Caudina nel 1687. In quell'occasione, venerdì 10 Ottobre, visitò la chiesa arcipretale dove benedisse "croce, fiori, candelieri, ed una tovaglia",; e sabato 11 visitò la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, " e nella mia messa dopo il vangelo feci il solito sermone, e visitai l'altre chiese della terra di San Martino". Il 13 agosto 1694 la chiesa di San Martino Vescovo sarà solennemente consacrata dal Cardinale Orsini, il giorno precedente lo era stata quella di San Giovanni Battista. Eletto Papa con il nome di Benedetto XIII, il Cardinale Orsini ritornerà a San Martino la sera del 23 maggio 1729 dormendo nel convento di Santa Caterina. La mattina successiva "Sua Santità consacrò nella suddetta terra di San Martino l'unico altare della chiesa arcipretale, e nel dedicarlo al santo vescovo turonense vi racchiuse le reliquie dé S.S. Primo, e Feliciano martire". La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista aveva giurisdizione su piccola parte del borgo antico ma aveva acquistato man mano importanza. Il 22 novembre 1736 con Bolla dell'Arcivescovo di Benevento, Cardinale Serafino Cenci, detta chiesa fu promossa "Collegiata" con 11 canonici e 4 mansionari presieduti da un Primicerio, mentre a dirigere la parrocchia fu stabilito un Prevosto. Per il mantenimento di detto collegio, contestualmente, lo stesso arcivescovo soppresse l'arcipretura nella chiesa di San Martino Vescovo e la trasferì con tutti i suoi beni in quella di San Giovanni Battista.Ma le vivaci proteste delle autorità e dei sammartinesi e i dissidi tra i canonici ed il prevosto costrinsero il Cardinale Giovanni Battista Colombini, arcivescovo del tempo, nel 1766, a ripristinare nella chiesa di San Martino sia la parrocchia che la stessa arcipretura senza però abolire il collegio dei canonici. La chiesa arcipretale ha subìto frequenti danni a causa dei terremoti. Con un deliberato del 23 marzo 1836 fu dichiarata "inufficiabile" e le Sacre Funzioni furono da allora celebrate nella chiesetta del Salvatore (oggi inesistente). La chiesa di San Martino era "diruta, ombrata di secolari tigli". Ancora all'inizio del secolo scorso e, prima della sua ricostruzione, era possibile osservare il dipinto, di discreta fattura, di San Giovanni che battezza Cristo, a destra appena entrati, al di sopra del battistero con fonte battesimale. L'attuale Chiesa di San Martino è stato costruita nel 1928. L'altare è stato donato da Maria Anna del Balzo.

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