In omaggio alla visita del re, si decise di costruire "quel tratto di via che dalla strada Ferdinandea Irpina mena al Convento". Il vecchio ponte di accesso al Convento fu così sostituito con un’opera in muratura.Per l’elevato numero di Chierici, vi fu costituito il Chiericato di Filosofia nell’agosto 1939 e fu designato a sede di Noviziato fino al terremoto del 1962. I terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981 hanno minacciato gravemente la stabilità del Convento e della Chiesa costringendo i frati a trovare alloggio in case private messe a disposizione da alcune famiglie del paese. E' possibile visitare il magnifico chiostro realizzato in pietra tagliata con pozzo centrale e la chiesa ristruttura negli ultimi anni. La prima notizia certa riguardante il complesso benedettino è costituita da un atto notarile contenuto nell’archivio di Stato di Napoli, del 6 dicembre 1408, nel quale si parla della fondazione della Chiesa di Santa Caterina avvenuta grazie alla donazione di un certo Marino Calzarone. Successivamente vicino alla Cappella di Santa Caterina fu costruito un monastero dei Monaci della Congregazione Benedettina di Montevergine, il cui inventario dei beni fu fatto il 10 luglio 1579, su richiesta del Priore Don Girolamo Tauro d’Avella. Da un inventario del 22 ottobre 1696 si legge che "il Convento e la Chiesa sono in località Santa Caterina, 100 passi circa distanti da San Martino, dalla parte nord. La Chiesa è lunga palmi 48 e larga 28. Ha pareti bianche e cinque finestre… Attaccato alla Chiesa è il Convento, con sei celle sovrane e sei sottane, con giardino murato e altre stanze". Il Convento fu poi soppresso sotto il pontificato di Innocenzo X e lasciato in abbandono finché nel 1722 fu donato ai Francescani da Benedetto XIII. Nel 1729 vi alloggiò lo stesso Papa che da Benevento tornava a Roma. Diventato ospizio, nel Convento vi si costituì una Comunità formata e regolare in seguito al decreto concesso dalla S. Congregazione il 10 dicembre 1724. Le spese per la costruzione del convento furono sostenute anche dal duca Fabio Maria Pignatelli della Leonessa che in esso fu sepolto insieme alla moglie Cristina di Sangro. Fu decorato al titolo di "Real Convento", con decreto di Ferdinando II, che lo mise sotto la sua protezione il 13 luglio 1854.