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San Palerio Vescovo e San Equizio Diacono

Le reliquie dei Santi sono oggi custodite a Benevento, Telese ed a San Martino.Il 30 luglio 2001 è stata innaugurata la nuova chiesa intitolata a San Palerio vicino all'originaria collocazione.Dopo aver disposto che le reliquie dovranno essere traslate a S. Martino, il Cardinale chiude con la solenne proclamazione che quanto è stato deciso ha il peso della sua personale autorità. La Sentenza fu emanata dallo stesso Cardinale Orsini durante la celebrazione del Sinodo, radunato nella Cattedrale il 24 agosto 1712. La sentenza fu, inoltre, resa pubblica e letta dall'ambone di fronte a tutto il clero da D. Francesco Antonio Finy Protonotario Apostolico, Primicerio della Cattedrale e segretario del Sinodo.Le reliquie dei santi Palerio ed Equizio, con una nuova lapide che comprenda anche le antiche, trovate tutte insieme, tutte insieme devono essere poste in urne o vasi di vetro, muniti del nostro sigillo e, parimenti, esposte alla venerazione dei fedeli". Formale l'ultima parte della Sentenza.Esaminate le ossa si osservò che ne superavano tre, due tibie ed un femore, che non appartenevano ai predetti corpi, sebbene fossero state trovate sotto il predetto altare, prelevate e custodite con le altre ossa. Dopo aver preso in esame l'accesso fatto per arrivare alla chiesa diroccata e dopo aver fatto una pianta della chiesa nel punto in cui erano situati i loculi da cui furono estratti le predette reliquie, cioè direttamente in linea, al centro dello stipite, e sotto il piano del predetto altare; preso atto della ricognizione fatta in presenza di testimoni delle suddette lapidi ed iscrizioni; preso atto delle istanze e delle repliche del nostro Promotore fiscale e del citato Signor Avvocato fiscale del S. Ufficio qui esibite e ben bene esaminate da parte nostra insieme ai citati Teologi e Decretalisti; preso atto della citazione a giudizio e di tutte le cose che era opportuno prendere in considerazione, anche per la pietà e lo zelo del nostro clero urbano, dopo aver elevato preghiere a Dio, a maggior gloria di Dio ed ad onore dei santi, invocato ancora il nome di Cristo, dietro preghiera e consiglio degli stessi Teologi e Decretalisti, affermiamo, decidiamo, pronunciamo, dichiariamo ed infine emaniamo la sentenza che le predette tre ossa, che la ricognizione ha accertato non appartenere ai corpi dei santi, appartengono, invece a Santi Anonimi, i cui nomi verosimilmente erano scritti insieme ai nomi dei citati Santi sulle suddette lamine di piombo trovate insieme alle reliquie. Queste ossa devono essere separate dai due corpi dei Santi Palerio ed Equizio e riposte in un vaso, con il nostro sigillo. Sul vaso va posta questa iscrizione: "Tibie e femore di Santi Anonimi" ed esposte alla venerazione dei fedeli.Dall'esame è risultato che le ossa appartengono a due corpi umani integri ed interi.Presa visione del documento attestante il trasporto della cassa lignea nella nostra città, dove fu riaperta davanti al nostro vicario generale ed ad altri testimoni, fu fatta una ricognizione anatomica di tutte le ossa singolarmente e furono, quindi, sottoposte ad un accurato esame da parte degli esperti."IL GIORNO 31 LUGLIO E' L'ANNIVERSARIO DELLA DEDICAZIONE DI QUESTA CHIESA. A COLORO CHE LA VISITANO FACENDO PENITENZA, VIENE CONCESSA UN'INDULGENZA DI 40 GIORNI A MAGGIOR GLORIA DI DIO E DI S. PALERIO VESCOVO; CONSACRATA DA GUGLIELMO, VESCOVO DI AVELLINO, NELL'ANNO 1167, INDIZIONE XV. FONDATA PER DIVINA RIVELAZIONE DAL NOTAIO MARANDO NEL SUO PODERE."Si ritrovò, inoltre, un'altra lapide marmorea spezzata in tre parti, trovata fra le macerie, su cui era incisa un'iscrizione più lunga che riferiva della consacrazione di questa chiesa rovinata, tre anni dopo la deposizione delle reliquie. Il testo della lapide è:Lo stesso altare era ricoperto e sepolto da pietre e da altri ruderi, da piante, da spine e arbusti e, fino al sopraddetto giorno 16 del mese di giugno rimase sconosciuta a tutti.e che le medesime reliquie, così ritrovate, furono quindi tirate fuori e, in forma privata, ma sotto la custodia dei fedeli, furono portate nella chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista del suddetto borgo; lì furono conservate in un armadio chiuso a chiave e dopo deposte in una cassa di legno che fu chiusa dal suddetto Arciprete con il sigillo in cera ispanica della sua chiesa arcipretale. Con le suddette reliquie, al tempo della deposizione nella cassa, furono ritrovati piccoli pezzi di lamina di piombo che, essendo arrugginiti e consumati, furono giudicati inutili e buttati. La chiesa di S. Palerio era da parecchi secoli rovinata, come leggiamo nei decreti della Visita Apostolica dell'anno 1581, al tempo del nostro predecessore l'Arcivescovo de Palumbaria, di felice memoria. Di detta chiesa lo stesso Arcivescovo diede notizia nel Sinodo Beneventano tenutosi dopo il Concilio Provinciale."QUI' RIPOSA IL CORPO DI S. PALERIO VESCOVO TELESINO E DEL SUO COMPAGNO EQUIZIO. PER SUA RIVELAZIONE... NELL'ANNO DEL SIGNORE 1163, 17 DICEMBRE"Invocato il nome di Cristo, ed avendo i componenti del Tribunale solo Dio davanti agli occhi, a motivo di questa nostra definitiva sentenza che noi riportiamo, conformemente al parere dei Teologi e dei Decretalisti, nei processi che dapprima in prima istanza e poi in un altra più legittima sono stati istituiti e ancora si tengono nella nostra Curia Metropolitana fra il Promotore fiscale, attore di questa Curia, da una parte e dall'altra il S. Avvocato fiscale del S. Ufficio, reo convenuto, riguardo la richiesta di esporre al pubblico culto dei fedeli le Reliquie di S. Palerio Vescovo Telesino e di S. Equizio e degli altri Santi Anonimi, ritrovate sotto l'altare della chiesa sotto il titolo di S. Palerio, profanata e diroccata, sita nel paese di S. Martino nella nostra Arcidiocesi, risulta dal processo: Presa visione della relazione del Molto Reverendo D. Francesco Cocozza, Arciprete del suddetto paese, circa il ritrovamento delle medesime reliquie, della traslazione e custodia in luogo sigillato; considerate le deposizioni dei testimoni, sotto vincolo di giuramento prestato sul Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, e dei giudici dai quali ci viene riferito che le suddette reliquie , furono rinvenute per caso, sotto l'altare della predetta Chiesa di S. Palerio il giorno 16 del mese di giugno del corrente anno 1712, da operai addetti alla costruzione, in quello stesso luogo, di una nuova casa di campagna, e che subito furono viste sotto lo stesso altare, alcune poste in quattro loculi di laterizio ed altre in un'urna di terracotta, posta nel mezzo e ricoperta da due lapidi marmoree, su una delle quali c'era questa iscrizione:"Fr. Vincenzo Maria dell'Ordine dei Predicatori, per Divina Misericordia Vescovo Tusculano, della S.R.C. Cardinale Orsini, della Santa Chiesa Beneventana Arcivescovo.
San Palerio, Vescovo telesino, vissuto verso la metà o la fine del IX secolo, fuggì nelle nostre montagne per scampare alla distruzione di Telese, incendiata nel 876, per opera di Seodan, soldato dei Saraceni. Lontano dalla persecuzione il Vescovo poté esercitare il suo ministero sacerdotale, insieme al suo diacono, San Equizio. Per molti anni di San Palerio non si seppe nulla, ma il culto in suo onore lo troviamo in una chiesetta fin dal secolo XII, epoca in cui Maraldo, forse notaio, in seguito a rilevazione del luogo delle reliquie di San Palerio ed Equizio, avuta il 17 dicembre 1163, innalzò nel proprio podere una chiesa dedicata ad onore di Dio e del Vescovo San Palerio. Le reliquie furono trovate insieme a due lapidi fra i rottami della chiesa diruta, da fabbricatori che attendevano alla fondamenta d’una casa, il giorno 16 giugno 1712. Il 24 agosto del medesimo anno, celebrandosi il 27° sinodo Diocesano, fu promulgata la sentenza per l’avvenimento, con una lettera pastorale alla nostra gente. Nel 1713, il giorno 5 marzo, alla presenza di Vincenzo Maria Orsini, Cardinale Arcivescovo di Benevento, le reliquie dei Santi furono tumulate sotto l’altare maggiore della Collegiata di S. Giovanni Battista, ove leggesi un’iscrizione. Nella lettera pastorale di Vincenzo Maria Orsini (futuro Papa Benedetto XIII) è possibile leggere la Sentenza che contiene il Processo fatto dalla Curia Arcivescovile a seguito dell'Invenzione delle Reliquie. Di seguito riporto la sentenza tradotta dal latino presente nella nota pastorale di S. E. Carlo Minchiatti, Arcivescovo Metropolita di Benevento, in occasione della ricognizione dei resti di San Palerio ed Equizio avvenuta i 5 marzo 1990, durante la visita pastorale alla parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Martino Vescovo. La Sentenza del Processo:

AUTORE Rossi, Giovanni
TITOLO Catalogo de' velcovi di Telese, la cui sede or ritrovasi stabilita nella citta' di Cerreto, sotto la metropoli o provincia Beneventana
PUBBLICAZIONE 1827 - Societa tipografica
AUTORE Fucci, Costantino
TITOLO I Santi Palerio ed Equizio in San Martino di Valle Caudina
PUBBLICAZIONE Roma : D. Di Rubba, 1926
AUTORE Della Camera, Ugo
TITOLO Nota pastorale di S. E. Carlo Minchiatti arcivescovo di Benevento; Ugo Della Camera in occasione della ricognizione dei resti dei Santi Palerio ed Equizio avvenuta il 5 marzo 1990
PUBBLICAZIONE 1990 - Airola : Tip. Ciardiello
AUTORE Mons.Pasquale Maria Mainolfi
TITOLO Testimoni del Valngelo in Terra Caudina
I SANTI PALERIO ED EQUIZIO A SAN MARTINO VALLE CAUDINA
PUBBLICAZIONE 2005 - Edizioni Auxiliatrix Benevento
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